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Beretta: “Non vanifichiamo il lavoro”
Dalla lotta per le prime posizioni a quella per la salvezza. Il passo sembrerebbe lungo, ma non andate a dirlo alla Calligaris. Il Centro Sedia, nel giro di poco più di un mese, è precipitato da un tranquillo piazzamento nella griglia play-off al nono posto, a quattro punti di scarto dalla zona rossa. E, a quattro giornate dal termine, non può più permettersi passi falsi. Al tecnico Andrea Beretta il compito di analizzare le ragioni di questa debacle, che ha portato, negli ultimi sette turni, un solo finale utile nel derby con Gorizia. “La crisi di risultati – esordisce il coach – è presto spiegata: stiamo scontando i tantissimi infortuni, che settimana dopo settimana ci hanno impedito di allenarci al meglio. E paghiamo cara l’assenza prolungata del play titolare, Marco Diviach, che potrebbe rientrare tra dieci giorni, e del centro Davide Vecchiet, in lento recupero”. Le condizioni per la volata finale, quindi, non sono delle migliori… “Infatti. E il calendario è durissimo. Si parte dal derby con Monfalcone (di scena sabato 14 alle 20.30 a Corno), che ci precede di due punti ed è in ottimo stato di forma. Poi ci saranno nell’ordine la trasferta di Varese, il match interno con Trieste e la sfida d’alta quota a Riva del Garda. E’ chiaro che, per salvarci, dovremo vincere almeno due gare, cercando di evitare l’appello all’ultima giornata, visto che i trentini potrebbero dover lottare per un miglior piazzamento nella graduatoria promozione”. Il morale? “Siamo consapevoli di esserci complicati la vita da soli e tutti, dallo staff tecnico ai dirigenti, sono rammaricati perché c’è il rischio di buttare via nel finale sei mesi di duro lavoro. La squadra, complici i vari acciacchi, si è letteralmente sbriciolata. Ma adesso è il momento di stringere i denti e lottare, sperando che la fortuna ci dia una mano. Anche perché, un gruppo tecnico ed esperto come il nostro, non è assolutamente pensato per dare battaglia nei play-out...”.
L’ottavo posto, obiettivo stagionale, è ancora alla portata. Quindi la speranza è che i friulani possano invertire subito la rotta. A cominciare dalla Falconstar. Silvia De Michielis
tratto da "Il Friuli" - 13 marzo 2009
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